Visualizzazione post con etichetta Ricette letterarie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ricette letterarie. Mostra tutti i post

lunedì 14 novembre 2011

LOAF GINGERBREAD

Tratta dal romanzo
“ALL’ORA DEL TE’, RITAGLI DI MEMORIA”
di ALEJANDRA LILLIA



Guardò nello scaffale tra le teiere, ne scelse una verde scuro  abbinò una mug. Le piaceva scegliere dai diversi servizi a seconda dei clienti. Quando gli portò il vassoio lo trovò assorto nella lettura e non si rese conto che con la coda dell’occhio la osservava mentre gli serviva il tè.
Tornò in cucina e fece alcune porzioni del Loaf Gingerbread che aveva preparato da poco.” 


 
LOAF GINGERBREAD

Amalgamare 200gr di farina con 2 cucchiaini di lievito e 2 cucchiai di zenzero in polvere.
Unire 1 uovo e 125 ml di latte.
Scaldare a bagnomaria 200 gr di sciroppo d’acero, 75 gr di zucchero integrale di canna,
50 gr di burro e incorporarli al composto.
Aggiungere noci spezzate o canditi a piacere.
Cuocere a 180° per circa 40 minuti.

Cosa unisce Vladimir, Agnese, Manu, Nicole, Beni… La sala da tè di Alex, che in realtà è molto di più perché rappresenta il luogo dove le persone si incontrano, si raccontano e rivivono le proprie storie, dove colori e profumi avvolgono tutto come in un libro di fiabe e dove a un mosaico di relazioni – fatte di passione, rabbia, tenerezza e dolore – sarà concesso di esistere. Perché non c’è altro posto al mondo come la sala da tè di Alex. www.alejandralillia.com

sabato 22 ottobre 2011

TARTINE ARCOBALENO


INGREDIENTI:
Pan carré senza crosta
250 g di burro,  75 g di salmone affumicato, 75 g di gorgonzola, 75 g di prosciutto cotto, 250 g di spinaci, 1 tubetto di pasta di acciughe, sale, pepe e succo di limone.

Lessare gli spinaci, scolarli e strizzarli, tritarli.
Lavorare il burro ammorbidito, con un cucchiaio di legno, il sale, pepe e il succo di limone finché sarà soffice. Dividere la crema in cinque parti uguali; incorporare a una il prosciutto cotto tritato, alla seconda il salmone tritato e ridotto a crema, alla terza gli spinaci, alla quarta il gorgonzola lavorato con una forchetta e all’ultima una abbondante dose di pasta di acciughe.
Procedere a spalmare su ogni fetta di pane uno strato diverso, sovrapponendole e alternando i 5 colori. Posare un ultima fetta al naturale e pressare con delicatezza.
Avvolgere la “torre” con pellicola e mettere in frigorifero per diverse ore.
Al momento di servirle tagliare delle fettine alte circa 1 cm.
Si ottengono delle tartine variopinte
La ricetta la trovate anche all'interno del mio romanzo "All'ora del tè, ritagli di memoria"  di AlejandraLillia


venerdì 6 maggio 2011

CREMA DI CAFFE’


Ispirata al racconto “VOLO ANDATA E RITORNO” 
Alchimie di viaggio
 
di ALEJANDRA LILLIA
(la crema di caffè è solo un espediente per condividere con chi mi segue la gioia della pubblicazione di questo racconto con le Edizioni Montag, scritto tanto tempo fa mentre guardavo mio figlio crescere, lo stesso che ora fa il tecnico a tempo perso, talvolta remoto, al mio blog. Alex)

“Guardava sempre più sconsolato la valigia piena di disegni e carte e non riusciva a decidersi ad aprirla. Tentò varie volte, portandosela alternativamente dalla prima classe al vagone ristorante, ma senza esito.
Era stanco di caffè e coca-cola, annoiato di sentire i discorsi frammentati degli improvvisati compagni di viaggio e consapevole della distanza che ancora doveva coprire.
Durante quei tre giorni a casa non avrebbe combinato nulla, lo sapeva fin dal principio.
…quel cielo lo riconciliava con tutto, il grigio si sfumò in bianco e infine in azzurro e dopo aver esaminato i passeggeri, la sua curiosità fu attirata dalle Alpi imbiancate.”
 INGREDIENTI: acqua, caffè e zucchero.
Preparare la solita caffettiera, metterla sul fuoco; nel frattempo mettere lo zucchero in una ciotola, circa metà. Appena vengono su le prime gocce di caffè versale nello zucchero, almeno un cucchiaio da minestra, girare con un cucchiaio velocemente finché diventa crema. Meglio mettere inizialmente poco caffè e man mano aggiungere altre gocce, intanto che il caffè sale definitivamente.

martedì 5 aprile 2011

SARDE FRITTE


Ispirata al romanzo “LA MENNULARA”
di
 SIMONETTA AGNELLO HORNBY
“Elvira Risico, la commessa, colse l’occasione per comprare dal pescivendolo le sarde fresche per il marito, che adorava mangiare il pesce, e non soltanto di venerdì.
Elvira era in cucina intenta a friggere le sarde, aperte e liscate, infarinate ben bene, quando suo marito entrò di soppiatto e le cinse i fianchi in un tenero abbraccio. Erano sposati da otto mesi e la gente diceva a ragione che erano pazzi l’uno dell’altra. Baciandole il collo sudaticcio al calore dell’olio bollente, Gaspare le chiese come mai fosse tornata a casa così in anticipo.
“Non mi distrarre Gasparu’, non vedi che sto friggendo? Si ammollano, se non friggo subito” gli diceva Elvira senza convinzione, perché le carezze del marito si erano intensificate, ora la maniava sul seno, le cosce e di sotto e lei si sentiva tutta umida e dolcemente salivosa, “è morta la donna di servizio della famiglia Alfallipe, parenti della signora Pecorilla, che ha chiuso la libreria in anticipo per andare al funerale.”…
…A tavola chiacchieravano contenti, divorando le sarde calde e croccanti…
Non finirono di mangiare le quattro sarde rimaste, ed Elvira ebbe a ringraziare l’impegno politico del marito che le aveva vietato di assumere una domestica, sia pure a ore, perché così quel martedì 24 settembre Gaspare Risico amò sua moglie sul tavolo da pranzo, con tutte le stoviglie che c’erano sopra…”
 

INGREDIENTI: 8/10 sarde circa per persona, una spruzzata di aceto bianco, farina bianca, olio extravergine, sale, limone.

Lasciare a bagno le sarde pulite nell’aceto per circa ½ ora, quindi asciugarle, infarinarle e friggerle nel olio bollente. Salarle e spruzzarle con il limone.

venerdì 11 marzo 2011

RAGU’ DI CARNE

Ispirata al romanzo “LA REGINA DELLA CASA” di SOPHIE KINSELLA

“Samantha, tu non prenderai appunti” dice, “per cucinare non serve scrivere. Serve assaggiare. Sentire. Toccare. Odorare”.
“Giusto”. Annuisco con aria intelligente.
Devo ricordarmelo. Svito il cappuccio della stilografica e annoto: “cucinare = assaggiare, sentire, odorare, ecc.” Richiudo la penna e alzo lo sguardo. Iris mi sta osservando incredula.
“Assaggiare”. Ripete, togliendomi di mano carta e penna. “Non scrivere. Devi usare i sensi. L’istinto.”
Solleva il coperchio di una pentola che borbotta piano sul fuoco e vi immerge un cucchiaio. “Assaggia questo”
Guardinga, mi porto il cucchiaio alla bocca.
“Ragù” dico, immediatamente, “Delizioso” aggiungo, educata.
Iris scuote la testa. “Non dirmi cosa pensi che sia. Dimmi che gusto senti.”
La guardo, perplessa. Questa è sicuramente una domanda trabocchetto.
“Sento il gusto di…ragù”.
La sua espressione non cambia. Attende un’altra risposta.
“Carne?” azzardo.
“Cos’altro?”
Ho la testa vuota. Non mi viene in mente altro. Voglio dire è ragù. Cos’altro si può dire?...
“Assaggialo di nuovo…e questa volta chiudi gli occhi.”…..

Apro gli occhi un po’ disorientata. Iris mi sta guardando. Alle sue spalle Nathaniel sta osservando la scena. Nel vederlo mi innervosisco un po’. Assaggiare ragù con gli occhi chiusi è una cosa abbastanza intima”.

INGREDIENTI: 1 kg di carne trita mista (se è troppo magra aggiungere un po’ di salsiccia), 2 carote, 2 gambi di sedano, 1 cipolla, 3 spicchi di aglio, 1 bicchiere di vino rosso, 2 foglie di alloro, qualche rametto di timo, 2 l di salsa di pomodoro, olio extravergine d’oliva, sale e pepe.

Rosolare in ½ bicchiere d’olio la carota, il sedano e la cipolla precedentemente lavati e tritati, quando saranno morbidi e la cipolla sarà trasparente, aggiungere l’aglio, l’alloro e il timo, quindi la carne. Rosolarla bene, aggiungere il vino e farlo evaporare. Salare e pepare.
Aggiungere il pomodoro e far sobbollire per circa 2 ore. Alla fine regolare di sale e pepe.

sabato 26 febbraio 2011

ARROZ CON LECHE (Riso al latte)


Tratta dal romanzo “AFRODITA” di ISABEL ALLENDE

…una notte del gennaio del 1996 sognai di tuffarmi in una piscina colma di riso al latte (vedi la ricetta nella sezione Dessert) in cui nuotavo con la grazia di un delfino. E’ il mio dolce preferito –il riso al latte, non il delfino- …”
 
CONSOLAZIONE DI RISO AL LATTE (Arroz con leche)
"Ti ricordi il mio sogno del riso al latte all’inizio del libro? Non riesco a immaginare un dolce altrettanto sensuale… Questa ricetta è per otto persone, ma mi sembrerebbe un crimine cucinare meno. Io posso divorarlo tutto quanto senza battere ciglio e non vedo perché dovrebbe essere diverso per te, lettore o lettrice. Se proprio dovesse avanzarne un po’, puoi conservarlo in frigorifero o meglio, se non ti manca il buon umore, ricoprire il tuo amante dalla testa ai piedi con i lussuriosi chicchi per poi leccarli con dedizione certosina. In un caso come questo, si può decisamente chiudere un occhio sull’eccesso di calorie.

Ingredienti: ½ tazza di riso, 10 tazze di latte, 2 tazze di zucchero, 1 stecca di cannella, 1 cucchiaio di cannella in polvere, 1 pezzetto di scorza di limone, 4 tazze di acqua tiepida.
Preparazione
Lascia a bagno il riso nell’acqua tiepida per mezz’ora. Scolalo. Fallo bollire nel latte con il bastoncino di cannella fino a quando sarà morbido (più o meno per mezz’ora). Unisci lo zucchero e la scorza di limone e lascia bollire piano a fuoco basso, mescolando di tanto in tanto per non farlo attaccare fino a quando si sarà asciugato (su per giù un’altra mezz’ora). Mettilo in un piatto di portata, lascialo raffreddare in frigorifero e pria di servirlo copri con un velo di cannella in polvere.”

Oppure
 ½ tazza di riso: 100 gr
10 tazze di latte: 1.100 ml
2 tazze di zucchero: 10 cucchiai 
Si può versare anche in un contenitore per bavaresi o in coppette individuali.
In realtà le quantità sono sufficienti per 4/5 persone. 


Frullato di ricette   © 2008. Template Recipes by Emporium Digital

TOP